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20 Dicembre 2009

800 Disegni inediti dell’Ottocento Veneziano

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800 Disegni inediti dell’Ottocento Veneziano è una importante mostra allestita al Museo Correr di Venezia.

I disegni scelti sono come centinaia di piccoli tesori sepolti che non erano, in molti casi, mai stati esposti.Molti pensano che il disegno sia solo una preparazione all’opera o, nella migliore delle ipotesi, un’opera minore, ma in realtà, come si vede in questo allestimento, il disegno può essere uno straordinario protagonista capace di emozionare e documentare meglio di molti altri mezzi.

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Quella che si è venuta a creare al Correr è una vera e propria sinfonia per e su Venezia che inizia sommessamente, con una serie di delicati ritratti, che in alcuni casi ormai si distinguono appena sulla carta ormai ingiallita dal tempo.
Foglio dopo foglio, ecco affiorare la città, una Venezia insolita, dei primi grandi e controversi progetti di restauro, della nascita del turismo e delle vedute architettoniche scorciate e vigorose.

Si inizia con dei disegni a matita di Giacomo Favretto che raccontano dettagli, scorci, ritratti rubati nei caffè di Piazza San Marco, ai Giardini e i in molti altri luoghi. Al secondo piano si incontra Giacomo Guardi che, sulle orme del padre, Francesco, girava per la città perfezionando il genere della veduta-ricordo, la «cartolina» con soggetti ripetuti moltissime volte. Seguono due sale dedicate a una selezione di autori come il neoclassico Giuseppe Borsato, e la sala dedicata a Luigi Querena specialista dei panorami e delle rappresentazioni prospettiche.
Seguono opere del fiammingo François Vervloet di cui le collezioni del Correr contano oltre duecento disegni, un artista sedotto, come molti in quegli anni, dalla camera ottica, dal vedutismoo urbano. È poi il turno di Ippolito Caffi risorgimentale innamorato del popolo che immortalava con accenti quasi fumettistici.Onere e onore di chiudere questa originale e, mi permetto di dire fondamentale mostra, agli acquerelli di Eugenio Bosa che dedica il suo sguardo a mendicanti e pescatori, qualche bevuta di troppo, una lite in una bettola, una gita al Lido.

17 Dicembre 2009

Uno sguardo alle Grandi Mostre del 2010 a Venezia

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A chiusura del 2009 la Provincia di Venezia ha stilato un rapporto della produzione culturale veneziana: il risultato è che la crisi ha danneggiato solo in parte questo settore. A fronte di un aumento dei convegni e delle conferenze è un po’ calato il numero di eventi di arti visive per quest’anno ma quest’ultimi sono durati mediamente molto di più: circa 8700 giorni all’anno.
Ma diamo uno sguardo ai più importanti eventi espositivi per l’anno prossimo.

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Cominciamo con la Collezione Peggy Guggenheim che, nel 2010, compie 30 anni. Per festeggiare il museo veneziano propone grandi mostre e celebrazioni: il 10 gennaio si chiuderà la mostra Prendergast in Italia, ad aprile arriverà Arte, Scienza e Scuola, mostra degli elaborati realizzati dalle classi che hanno aderito all’annuale progetto “A scuola di Guggenheim”; dal primo maggio al 25 luglio 2010 Utopia Matters. Dalle confraternite al Bauhaus, che prenderà in esame una serie di casi studio internazionali dagli inizi del XIX secolo al 1933; e ancora dal 4 settembre al 9 gennaio 2010, Adolph Gottlieb, la prima retrospettiva in Italia dedicata all’opera dell’artista americano.
A partire dal 22 gennaio si aprirà a Ca’Pesaro la mostra Le Forme del moderno, in pratica un vero e proprio ri-allestimento e ri-lettura critica del secondo piano del museo e della sua celebre collezione da troppo tempo non visibile al pubblico, che presenta opere di Medardo Rosso, Bistolfi, Adolfo Wildt, Arturo Martini, Libero Andreotti, Napoleone Martinuzzi, fino al celebre Cardinale di Man.

Sempre molto attiva nel panorama veneziano sarà, come sempre, la Biennale che inaugurerà il 29 agosto 2010 la 12. Mostra Internazionale di Architettura, diretta da Kazuyo Sejima, con il solito ricco calendario di eventi collaterali. Sempre a Venezia, ma alla Fondazione Cini, verrà allestita l’esposizione su Sebastiano Ricci e i maestri del Settecento veneto, dal titolo “Questo piccolo è l’originale”, aperta  dal 24 aprile al 19 luglio 2010. La mostra sarà l’evento cardine per le celebrazioni del 350esimo anniversario della nascita di Sebastiano Ricci promosse dalla Regione del Veneto e dalla Cini attraverso il Comitato regionale appositamente istituito.

9 Agosto 2009

66. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica - 2-12 Settembre

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Direttore Marco Müller
2 > 12 settembre 2009

Verso la 66. Mostra
La 66. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica è organizzata dalla Biennale di Venezia e si terrà al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2009.

La Mostra vuole favorire la conoscenza e la diffusione del cinema internazionale in tutte le sue forme di arte, di spettacolo e di industria, in uno spirito di libertà e di tolleranza. La Mostra includerà retrospettive e omaggi a personalità di rilievo, come contributo a una migliore conoscenza della storia del cinema.
Marco Müller è il direttore della 66ma edizione ed è a capo del settore Cinema dal 2004.
Selezione ufficiale:
Venezia 66 - Fuori concorso - Orizzonti - Controcampo Italiano - Corto Cortissimo
Questi fantasmi 2: Cinema italiano ritrovato (cantiere di riproposte e restauri)

Le sezioni autonome e parallele sono:
Settimana Internazionale della Critica (rassegna di 7-8 film – opere prime – autonomamente selezionati)
Giornate degli Autori (rassegna di 10-12 film autonomamente selezionati)
Il calendario delle proiezioni per il pubblico si articolerà in 11 giornate, da mercoledì 2 a sabato 12 settembre 2009.
Martedì 1 settembre avrà luogo la pre-apertura della Mostra con la proiezione de La grande guerra di Mario Monicelli (Arena di Campo San Polo, Venezia, ore 21), alla presenza del regista.

Cinque le Giurie internazionali della 66. Mostra (Venezia 66, Orizzonti, Controcampo Italiano, Corto Cortissimo, Opera Prima) che assegneranno i Premi ufficiali.
I film in programma alla 66. Mostra sono stati annunciati nel corso della conferenza stampa ufficiale di presentazione svoltasi giovedì 30 luglio a Roma. Il calendario delle proiezioni per il pubblico sarà annunciato a metà agosto.

Concorso internazionale di lungometraggi in prima mondiale. I film in programma:

FATIH AKIN - SOUL KITCHEN
Germania, 99′
Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu, Birol Uenel

GIUSEPPE CAPOTONDI - LA DOPPIA ORA
Italia, 95′
Ksenia Rappoport, Filippo Timi, Giorgio Colangeli

POU-SOI CHEANG - YI NGOI (ACCIDENT)
Cina-Hong Kong, 89′
Louis Koo, Richie Jen, Michelle Ye

PATRICE CHÉREAU - PERSÉCUTION
Francia, 100′
Romain Duris, Charlotte Gainsbourg, Jean Hugues Anglade, Alex Descas

FRANCESCA COMENCINI - LO SPAZIO BIANCO
Italia, 96′
Margherita Buy, Guido Caprino, Salvatore Cantalupo

CLAIRE DENIS - WHITE MATERIAL
Francia, 100′
Isabelle Huppert, Nicolas Duvauchelle, Isaach De Bankolé

JACO VAN DORMAEL - MR. NOBODY
Francia,
Jared Leto, Diane Kruger, Sarah Polley

TOM FORD - A SINGLE MAN
Usa, 99′
Colin Firth, Julianne Moore, Matthew Goode

JESSICA HAUSNER – LOURDES
Austria, 99′
Sylvie Testud, Léa Seydoux, Bruno Todeschini

WERNER HERZOG - BAD LIEUTENANT: PORT OF CALL NEW ORLEANS
Usa, 121′
Nicolas Cage, Eva Mendes, Val Kilmer, Michael Shannon

JOHN HILLCOAT - THE ROAD
Usa, 112′
Charlize Theron, Viggo Mortensen, Guy Pearce, Robert Duvall

VIMUKHTI JAYASUNDARA - AHASIN WETEI (BETWEEN TWO WORLDS)
Sri Lanka, 80′
Thusitha Laknath, Kaushalya Fernando, Huang Lu

AHMED MAHER - AL MOSAFER (THE TRAVELLER)
Egitto, 125′
Omar Sharif, Cyrine AbdelNour, Khaled El Nabawy

SAMUEL MAOZ - LEVANON (LEBANON)
Israele, 92′
Yoav Donat, Itay Tiran, Oshri Cohen

MICHAEL MOORE - CAPITALISM: A LOVE STORY
Usa, 120′
(documentario)

SHIRIN NESHAT - ZANAN-E BEDUN-E MARDAN (WOMEN WITHOUT MEN)
Germania, 95′
Pegah Feridon, Shabnam Tolouei, Orsi Tóth, Arita Shahrzad

MICHELE PLACIDO - IL GRANDE SOGNO
Italia, 101′
Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Luca Argentero, Laura Morante, Silvio Orlando

JACQUES RIVETTE - 36 VUES DU PIC SAINT LOUP
Francia, 84′
Jane Birkin, Sergio Castellitto, André Marcon, Jacques Bonnaffé

GEORGE ROMERO - SURVIVAL OF THE DEAD
Usa, 90′
Alan Van Sprang, Kenneth Walsh, Devon Bostick, Kathleen Munroe

TODD SOLONDZ - LIFE DURING WARTIME
Usa, 96′
Ciarán Hinds, Shirley Henderson, Allison Janney, Charlotte Rampling, Ally Sheedy, Michael Kenneth Williams

GIUSEPPE TORNATORE - BAARÌA
Italia, 150′
Francesco Scianna, Margareth Madè, Raoul Bova, Enrico Lo Verso, Michele Placido, Vincenzo Salemme, Monica Bellucci, Laura Chiatti

SHINYA TSUKAMOTO - TETSUO THE BULLET MAN
Giappone, 80′
Eric Bossick, Akiko Monou, Shinya Tsukamoto

YONFAN - PRINCE OF TEARS
Cina - Taiwan, Hong Kong, 120′
Chih-Wei Fan, Terri Kwan, Joseph Chang, Kenneth Tsang

12 Luglio 2009

FESTA DEL REDENTORE, VENEZIA 2009

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Una delle feste più tradizionali che risale all’anno 1576, epoca in cui, a causa di una terribile pestilenza che infieriva sulla città, il Senato della Repubblica fece voto di innalzare un tempio in onore di Cristo Redentore nell’isola della Giudecca. A tale tempio sono legati i famosi architetti Andrea Palladio e Antonio Da Ponte.

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Questa festa è una delle più caratteristiche e tra le più amate dai veneziani. Nella serata del terzo sabato di luglio centinaia di imbarcazioni, ornate di fronde e palloncini multicolori, si radunano nel Canale della Giudecca e nel Bacino di S. Marco. Dalle rive illuminate e sui balconi dei palazzi si assiepa una grande folla per assistere a questa festa di suoni e luci che trionfa con un grande spettacolo pirotecnico che rinfrange sull’acqua giochi cromatici altamente suggestivi. Poi le barche, fra canti e suoni, si irradiano per i canali della città per ricongiungersi verso l’alba al Lido ad attendere il levar del sole.
La giornata di Domenica è dedicata al pellegrinaggio alla Chiese del Redentore, attraversando il ponte di barche.

PROGRAMMA

Sabato 18 luglio

Ore 19.00
Inaugurazione del ponte votivo, ponte galleggiante di 330 metri che collega le Zattere con la chiesa del redentore all’isola della Giudecca.
Attraversamento dalle Zattere e discorsi di S. Em. Card. Patriarca Angelo Scola e del Sindaco Massimo Cacciari.

Ore 23.30
Spettacolo pirotecnico in Bacino di San Marco

Domenica 19 luglio

Dalle ore 16.00
Stagione remiera 2009: Regate del Redentore, a cura dell’Assessorato al Turismo del Comune di Venezia
Regata dei giovanissimi su pupparini a due remi
Regata su pupparini a due remi
Regata su gondole a due remi

Ore 19.00
Santa Messa Votiva presso la chiesa del Redentore alla Giudecca, presieduta da S. Em. Card. Patriarca Angelo Scola, presenti i parroci e le autorità cittadine

PAOLO CONTE, PIAZZA SAN MARCO, VENEZIA 2009

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PAOLO CONTE e L’ORCHESTRA SINFONICA DI VENEZIA con elementi del Teatro La Fenice di Venezia, dirige l’orchestra il maestro Bruno Fontaine
PAOLO CONTE and Venice Symphonic Orchestra
Paolo Conte – voce e pianoforte
Daniele di Gregorio - pianoforte, batteria, marimba
Jino Touche - contrabbasso, chitarra
Daniele dall’Omo – chitarra
Massimo Pitzianti - pianoforte, tastiera, fisaemonica, bandoneon, clarinetto, sax baritono
Claudio Chiara – basso, tastiera, fisarmonica, sax alto, sax tenore, sax baritono, flauto
Lucio Caliendo – oboe, fagotto, percussioni, tastiere
Piergiorgio Rosso – violino

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Nel breve tour estivo dell’artista, la tappa di Piazza San Marco è un occasione unica per ascoltare il cantautore piemontese in una formazione straordinaria, accompagnato dalla sua nutrita band, diretta da Bruno Fontaine, nome di alto prestigio e direttore di squisita sensibilità. Lo scorso settembre l’artista ha presentato alla stampa il nuovo album Psiche prodotto da Renzo Fantini per Platinum e per la prima volta distribuito in tutto il mondo da Universal. L’album contiene 15 canzoni inedite: si tratta di un disco fuori ordinanza, uno dei più importanti in assoluto della storia di Paolo Conte. Tra Amore e Psiche il maestro sceglie Psiche perché più terrena ma soprattutto perché ha più storie da raccontare. Le canzoni contenute nel disco sembrano nate per essere contemplate, come accade davanti ad un bel quadro.

LEONARD COHEN, SAN MARCO, VENEZIA 2009

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Un evento imperdibile, unica data italiana, in cui il famoso poeta, scrittore e cantautore canadese presenterà i brani che l’hanno reso famoso durante la sua carriera quarantennale.
Un artista dalla classe inimitabile che incanterà il pubblico riproponendo i brani più famosi della sua ultra quarantennale carriera, nel corso della quale ha venduto oltre 21 milioni di dischi in tutto il mondo.

Info e prevendite: www.boxofficeitalia.com - www.boxol.it - www.ticketone.it
tel. 041 2719090 - Rete di vendita HelloVenezia
Official website: www.leonardcohen.com

unica data italiana 3 agosto 2009, ore 21.30
Venezia, Piazza San Marco

SIMPLE MINDS, VENEZIA 2009

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Per festeggiare il loro trentennale, arriva a Venezia il leggendario gruppo scozzese che si esibirà per la prima volta in Piazza San Marco e presenterà il nuovo album “Graffiti Soul” insieme ai suoi grandi successi.
Un’occasione storica, i 30 anni del gruppo, ed uno scopo nobile: aiutare la raccolta di fondi destinati al restauro di alcuni tra i più importanti monumenti veneziani. Dall’unione di questi due eventi prende forma l’idea del concerto dei Simple Minds, i cui proventi verranno devoluti interamente al progetto SMS Venice 2009.
I Simple Minds, dopo il loro 30th Anniversary Celebration Tour, che nel 2008 li ha visti suonare davanti a oltre 250.000 persone nei palasport di tutta Europa e dopo la partecipazione al concerto per il novantesimo compleanno di Nelson Mandela in Hyde Park a Londra, hanno da poco lanciato in tutto il mondo “Graffiti Soul”, il nuovo album con etichetta Universal Music Records.
Il gruppo scozzese, durante il concerto di Venezia, insieme agli altri successi suonerà anche “New Gold Dream”, che verrà registrata live e resa poi scaricabile dal sito www.simpleminds.com. Il costo del download sarà di 5 ? e l’intero ricavato verrà devoluto a favore di SMS Venice.

15 Maggio 2009

PACCHETTO INVERNO - FATEVI/FATE UN REGALO

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Offerta “Venezia senza sorprese”.

Chi ha tempo non aspetti tempo, così anche noi ci stiamo preparando già per la prossima stagione invernale. Ideale per un vostro soggiorno oppure per fare un regalo. Talvolta chi si programma fa buoni affari…
Vi proponiamo per il prossimo inverno la possibilità di soggiornare ovviamente nella nostra locanda tenendo ben presente anche il fattore pasti che a Venezia rappresenta spesso un’incognita: per la qualità e soprattutto per il prezzo. Abbiamo selezionato allora alcuni locali che ci garantiscono qualità e servizio. Possiamo quindi proporvi:
A PARTIRE DALL’ 8 NOVEMBRE 2009 FINO AL 28 FEBBRAIO 2010 SOGGIORNO MINIMO DI TRE NOTTI (ESCLUSO CAPODANNO E CARNEVALE )

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PACCHETTO 3 NOTTI
Camera doppia de luxe con un “light lunch “ in una tipica “Hostaria Veneziana” e una cena presso ristorante selezionato bevande incluse.
Costo totale 242,00 euro per camera (notte extra 64,00 euro )

Camera doppia de luxe con vista canale con un “leight lunch “ in una tipica “Hostaria Veneziana” e una cena presso ristorante selezionato bevande incluse.
Costo totale 275,00 euro per camera (notte extra 75,00 euro )

Supplementi:
Colazione a buffet 5,00 euro per persona al giorno
Supplemento week end (solo Venerdi e Sabato ) 5,00 euro per persona
3° persona in camera tripla de luxe con vista canale 99,00 euro

Per prenotazioni utilizzate la nostra secure form

https://secure.tosom.it/form.html?id=formosa

ricordandovi di aggiungere sulle note che state acquistando il pachetto “Venezia senza sorprese “ oppure per ulteriori informazioni info@locandaformosa.com
Vi aspettiamo

NOTE: L’Hostaria Venexiana è un tipico locale veneziano dove si consumano degli assaggi della cucina locale quali: sarde in saor, baccalà mantecato, seppioline, insalata di mare ecc accompagnato da un bel calice di vino. Viene usato spesso dai locali proprio per consumare un pasto veloce durante l’orario lavorativo.

 

Ruyi, Venezia 20 Maggio 2009

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Tutto ha inizio un paio d’anni fa a Venezia, città nella quale sono nato e in cui vivo quando, nel riordinare dei vecchissimi documenti trovati nella grande biblioteca di famiglia, rinvenni su un diario cifrato una storia riguardante la mia stirpe lontana, fatta di navigatori e mercanti, e l’esistenza di un oggetto straordinario, che fino a quel momento avevo pensato esistesse solo nelle leggende raccontatemi dal nonno: il Ruyi, un magico scettro imperiale di Qubilai Khan che arrivò a Venezia con Marco Polo, e che la Serenissima occultò. Si tratta di un oggetto dalle proprietà inimmaginabili, ora lo so; può dare un potere infinito a chi lo possiede; in suo nome si sono consumate battaglie sanguinose, anche all’interno della Repubblica di Venezia.

Ero da poco in pensione, così iniziai a dedicarmi a questa vicenda con passione. Ben presto scopersi degli eventi straordinari, al limite dell’incredibile: Marco Polo tornò a Venezia nel 1295, quando aveva 36 anni; ne aveva 12 quando seguì il padre e lo zio in estremo Oriente nel 1271. La sua lunga permanenza presso la corte di Qubilai Khan, l’imperatore della Cina – di cui sposò una delle figlie, che lo seguirà in laguna – gli permise di avvicinarsi al segreto più importante dell’Impero dei Draghi: un leggendario oggetto che garantiva il potere assoluto al Khan: il Ruyi, appunto, il prezioso scettro imperiale che portava inscritta una formula che consentiva di concentrare la grande energia e l’invincibilità degli Antichi, e che giungeva da un tempo perduto della storia del mondo, in cui il Bene e il Male erano in lotta aperta per conquistare il potere sugli uomini.

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L’oggetto era una versione rinnovata del Cong, l’antichissimo e magico scettro del tempo delle prime Dinastie, nato per aprire un collegamento tra il Cielo e gli uomini. Con l’aiuto del Cong, Genghis Khan e le Tribù della Mongolia riunificate sotto la sua guida conquistarono l’intera “Chung Kuo”, la Cina, “il Paese che sta nel mezzo”. Il loro loro nome, “Monggol”, deriva dalla lingua Tungusic e significa “gli Invincibili”. Qubilai, discendente di Genghis Khan, una volta entrato in possesso dello scettro ne fece studiare una versione ancora più potente dai sapienti di corte, e con quella governò le terre del Kathai. “Ru Yi” significa “Ciò Che Desideri”, “Ai Tuoi Ordini”, e indica l’onnipotenza dell’oggetto. Nuovi tentativi di ricreare il Ruyi furono tentati dalle Dinastie successive – a partire da quella dei Ching – senza che fosse mai possibile ricostituirne appieno le proprietà magiche, che prevalsero invece nelle rappresentazioni sacre: è un Ruyi, l’oggetto che Lu Xing, uno dei tre Immortali, i Signori Supremi del tempo e della saggezza, tiene tra le mani in ogni raffigurazione. Anche il Buddha sorridente ne reca uno con sé in statue e dipinti.
Con l’aiuto della sua sposa, Marco Polo trafugò dunque l’oggetto e tornò a Venezia, dove ne fece dono al doge. Il veneziano intendeva far diventare sempre più grande e potente la sua patria d’origine. Già pochi anni più tardi, però, alcuni giovani nobili veneziani affiliati agli Invincibili –una Confraternita che prendeva origine dalla tradizione mongola, che intendeva conquistare il potere nel mondo intero e che contava molti aderenti in ogni luogo della terra – si prepararono a impadronirsi del Ruyi: il disegno sfociò in una rivolta, capeggiata da Bajamonte Tiepolo, Marco Querini e Badoero Badoer, che nel giugno del 1310 attaccarono le forze del doge Pietro Gradenigo. Ma il doge fu avvisato nel corso della notte, e riuscì a reprimere duramente la rivolta. La sua vittoria fu completa, ma la Repubblica decise di difendersi con la serrata del Maggior Consiglio e la creazione del Consiglio dei Dieci, la potentissima magistratura suprema che nacque proprio in seguito a quell’evento.
Passò qualche anno: nel frattempo Tiepolo morì in esilio e anche Marco Polo si spense nel 1323, chiedendo di essere sepolto nella chiesa di San Sebastiano. La Repubblica intanto, formata da pragmatici uomini d’azione, vedeva nell’uomo e nell’indipendente autogoverno la vera risposta alle esigenze di ordine e benessere della società veneziana e guardava dunque con forte sospetto a questo oggetto magico. La conferma di tali timori arrivò drammaticamente qualche anno più tardi: Marino Falier, fatto doge da poco, tramò allo scopo di rendersi signore assoluto di Venezia, impadronendosi del Ruyi. Scoperto e condannato, gli fu tagliata la testa il 17 aprile 1355. In segno di spregio, venne sepolto con la sua stessa testa fra le gambe.
Nel salone del Maggior Consiglio, a Palazzo Ducale, tra i ritratti dei primi 76 dogi succedutisi alla guida della Serenissima, quello di Marino Falier è rappresentato come un grande drappo nero, su cui sta scritto: “Hic est locus Marini Falethri decapitati pro criminibus”. Di chi ha tradito la Repubblica non deve essere conservato nemmeno il ricordo dell’immagine.
L’oggetto magico stava diventando un pericoloso ingombro, e andava nascosto prima che mani sbagliate potessero impadronirsene. Così, fu segretamente occultato nella tomba di Marco Polo, che lo aveva portato a Venezia sessant’anni prima. La protezione e il controllo di tomba e scettro furono affidati alla gloriosa famiglia Partecipazio, che in quel tempo aveva già dato alla Repubblica ben sette dogi, tra l’811 e il 942. Fu il primo di loro a stabilire per sempre che il governo della laguna avvenisse su un gruppo centrale di isole, quello di Rivoalto.
Ma nel secolo successivo la famiglia, indebolita e divisa, scomparve. Con lei, si persero anche le tracce della tomba e dello scettro. Quella del Ruyi divenne una favola da raccontare ai bambini; poi, anche della leggenda si perdette quasi memoria. Tutto ciò fino al ritrovamento del diario cifrato fra le carte della mia famiglia, che lo ereditò per linea materna assieme alla salvaguardia dello scettro e della tomba di Marco Polo. Più incuriosito che altro, cercai subito di mettermi sulle tracce dell’oggetto perduto: ma dove guardare, visto che la chiesa di San Sebastiano non esiste più, e le spoglie di Marco Polo sono misteriosamente scomparse col sigillo imperiale?
In capo a qualche mese, dopo aver incautamente rivelato in più ambienti da me frequentati di essere alla caccia di questo oggetto leggendario, sono stato pedinato, spiato, minacciato. Sono sicuro di non essere stato ancora ucciso per il solo motivo di essere riuscito – finora – a tenere ben nascosto il diario, l’unico documento che possa davvero portare al Ruyi. Ad operare alle mie spalle ancora gli Invincibili, informati della mia scoperta.
La Confraternita non ha più ambizioni di aperta conquista. È diventata un’organizzazione segreta che trama all’ombra del potere ufficiale, per ottenere il controllo politico e pilotare le scelte politiche a proprio vantaggio: guerre, movimenti di mercato, sfruttamento delle risorse del pianeta… così adesso ho paura, per la mia vita e per quella dell’intera umanità. Inoltre, sono molto anziano. La ricerca di tomba e Ruyi va affidata a qualcun altro.

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Non c’è tempo da perdere: a partire dai pochi indizi in possesso, contenuti nel diario cifrato, bisogna che cerchiate di impadronirvi dell’oggetto magico prima che cada nelle mani sbagliate.Chi ha spostato il corpo di Marco Polo ha lasciato delle tracce perché solo agli iniziati sia possibile tornare in possesso della grande energia della preziosa barra d’oro. Venezia è disseminata di indizi (numeri, iscrizioni, segni magici e cabalistici) che letti nella maniera corretta possono indicare i giusti passi da compiere. A guidare i vostri movimenti sarò io stesso che, per sicurezza, vi fornirò mano a mano i dati necessari a sciogliere un enigma per volta per arrivare al Ruyi prima degli Invincibili.

Il cielo assista la vostra corsa contro il tempo. E mi raccomando… fate molta attenzione.

Non perdette il prossimo incontro :

Fondazione Querini Stampalia

Inizio: mercoledì 20 maggio 2009 alle ore 21.45

Fine: giovedì 21 maggio 2009 alle ore 0.45

Luogo: Fondazione Querini Stampalia

Indirizzo: Castello 5252, campo Santa Maria Formosa

Città/Paese: Venezia, Italy

 

18 Aprile 2009

Festa della Sensa, Venezia 2009

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La festa della Sensa è da giorni memorabili una delle più significative della vita veneziana. Le origini della Sensa derivano da un’antica leggenda che coinvolge il doge Ziani in una mediazione condotta tra l’imperatore Federico Barbarossa ed il Papa Alessandro III, la quale ha conferito alla città di Venezia un ruolo importante.

 

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Tra i privilegi ne derivano quello dello “sposalizio del mare”, il quale sanciva il dominio sui mari della Repubblica Veneziana. Durante questa celebrazione il doge si recava alla bocca di porto di San Nicolò dove gettava in mare un anello d’oro suggellando la loro unione. All’epoca della Sensa in Piazza San Marco si svolgeva una grande fiera che perdurava una quindicina di giorni. Oggi la Sensa è una famosa celebrazione storica e con la sua regata segna l’apertura della stagione remiera. Nel giorno dell’Ascensione, per il rituale del lancio dell’anello, un corteo di vogatori in costume su gondole a quattro remi, si reca da Piazza San Marco al Tempio di S. Nicolò del Lido.

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Il celebre mercatino si tiene nei pressi della chiesa dove si svolge la rinomata cerimonia religiosa alla quale si recano la barca delle autorità insieme alle imbarcazioni delle più importanti società remiere di Venezia. La Sensa si svolge in primavera, tra le ricette tipiche da provare a Venezia, si segnalano i “risi e bisi” e le “castraure” (carciofi novelli), menù a base di ortaggi tipici delle isole lagunari. Quando: Giorno dell’Ascensione, 24 maggio 2009

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