Stagione di Musica da Camera 2008-2009. Dialoghi col diverso
Mischa Maisky, Grigory Sokolov, Jean-Luc Ponty, sono alcuni dei nomi di questa nuova programmazi 2008-2009 che si preannuncia singolarmente “avventurosa”. Il cartellone dei prossimi quindici concerti – l’inaugurazione il 27 ottobre è proprio con Mischa Maisky - porta un titolo sensibile all’atmosfera dei tempi - Dialoghi col Diverso - e sottolinea la presenza di alcune scelte particolarmente suggestive. Riappare il tema del rapporto di musica e letteratura già onorato in passato (i concerti dedicati a Beckett e Joyce come fonte di ispirazione per la vocalità cameristica o il pianoforte); ma quest’anno l’avvicinamento si fa anche più ‘audace’ rispetto ad una linea per così dire consueta.

Molteplici i punti di forza: il frenetico mondo del Jazz, affiancato alla figura di Francis Scott Fitzgerald, testimone di una miticizzata “età del jazz”; le atmosfere sensuali e torbide del tango argentino suscitate dalle pagine appassionanti di Jorge Luìs Borges; “L’Histoire du Soldat” di Afanas’ev e Stravinskij la cui storia verrà narrata dalla voce di Fanny Ardant ed eseguita dallo Scharoun Ensemble guidato dal violinista Kolja Blacher. E proprio “l’Histoire” di Stravinskij potrebbe porsi come emblema del “Diverso”, poiché persino i piedi biforcuti del diavolo devono superare, pur di sperare nella vittoria finale, l’eclettica prova di un americano ragtime, di un valzer viennese e di un tango argentino. In tutti i casi sulla scena interpreti di grande notorietà: il violinista Jean-Luc Ponty offre una prospettiva verso la musica jazz dall’angolatura originale di uno strumento classico, ma estremamente duttile: il violino. Il Quartetto Libra e il Trio Esquina, guidati dalla sensibilità di César Stroscio ci porteranno
invece nella periferia di Buenos Aires dove il tango nacque. E nostro Virgilio sarà quel Borges capace di tratteggiare con intimità e passione condivisa la storia spirituale di questa danza, colma di evocazioni rituali. Per non dimenticare la presenza di una primadonna come Fanny Ardant che darà voce ad una favola morale russa.
A rafforzare il progetto interdisciplinare sono previste le presentazioni di studiosi che offriranno il loro contributo di specialisti alla conoscenza di Fitzgerald, di Borges, del tango, della storia del jazz.
Le “Diversità” sono tuttavia tali solo se esiste un’identità forte con cui possono raffrontarsi. Ed infatti negli altri concerti della rassegna la ferma, salda realtà della tradizione storica si esprime attraverso una teoria di grandi interpreti della consacrata tradizione esecutiva. Alcuni sono già conosciuti ed osannati dal nostro pubblico e dal pubblico di tutto il mondo (Maisky, Sokolov, Lonquich, Piotr Anderszewski, i già citati Quartetti Borodin, Hagen, Arditti, Ysaÿe, il violinista Kolja Blacher, il Trio di Parma), altri sono nuovi per Venezia: il Quartetto Modigliani, lo Scharoun Ensemble, il pianista Alekseij Lubimov, il Quartetto Bennewitz, recente vincitore praghese del Concorso Borciani per quartetto d’archi. Concorso di tutta garanzia, considerando la carriera di cui si sono resi protagonisti i vincitori delle precedenti edizioni: parliamo tra gli altri del Quartetto Artemis e del Quartetto Kuss.
Il repertorio proposto nelle quindici serate si muove quindi in variegati territori con alcune direzioni predominanti suggerite dalla peculiarità degli organici; non solo quartetto d’archi, ma anche formazioni che ne derivano per addizione strumentale: un violoncello, una viola, un pianoforte, oppure organici unici (come quello richiesto dall’Histoire du Soldat di Stravinskij); infine la varietà policroma delle sonorità che la ‘Band’ di Ponty o il quartetto più trio diretto da César Stroscio esigono.
I Compositori previlegiati dalla rassegna sono i Grandi Classici (Bach, Haydn, Beethoven, Schubert, Brahms); il Novecento storico (Stravinskij, Schönberg, Webern, Janacek, Bartok, Rachmaninov, Shostakovitch); una monografia dedicata a César Franck che completa un omaggio alla musica francese con la lettura di Debussy, Ravel, Fauré.
Venezia, Teatro La Fenice

