La festa della Sensa è da giorni memorabili una delle più significative della vita veneziana. Le origini della Sensa derivano da un’antica leggenda che coinvolge il doge Ziani in una mediazione condotta tra l’imperatore Federico Barbarossa ed il Papa Alessandro III, la quale ha conferito alla città di Venezia un ruolo importante.
Tra i privilegi ne derivano quello dello “sposalizio del mare”, il quale sanciva il dominio sui mari della Repubblica Veneziana. Durante questa celebrazione il doge si recava alla bocca di porto di San Nicolò dove gettava in mare un anello d’oro suggellando la loro unione. All’epoca della Sensa in Piazza San Marco si svolgeva una grande fiera che perdurava una quindicina di giorni. Oggi la Sensa è una famosa celebrazione storica e con la sua regata segna l’apertura della stagione remiera. Nel giorno dell’Ascensione, per il rituale del lancio dell’anello, un corteo di vogatori in costume su gondole a quattro remi, si reca da Piazza San Marco al Tempio di S. Nicolò del Lido.
Il celebre mercatino si tiene nei pressi della chiesa dove si svolge la rinomata cerimonia religiosa alla quale si recano la barca delle autorità insieme alle imbarcazioni delle più importanti società remiere di Venezia. La Sensa si svolge in primavera, tra le ricette tipiche da provare a Venezia, si segnalano i “risi e bisi” e le “castraure” (carciofi novelli), menù a base di ortaggi tipici delle isole lagunari. Quando: Giorno dell’Ascensione, 24 maggio 2009
Esiste un gioiello rinascimentale nelle viscere di Venezia, che da 27 anni nessuno aveva più avuto la possibilità di ammirare. In Ruga Giuffa, a due passi da Campo Santa Maria Formosa, sta Palazzo Grimani, dimora cinquecentesca dei nobili fratelli Vettore e Giovanni Grimani, procuratore di San Marco il primo, patriarca di Aquileia il secondo. Più che un palazzo, uno scrigno principesco decorato con elementi architettonici, stucchi e affreschi di Francesco Salviati, Federico Zuccari, Camillo Mantovano e Giovanni da Udine.
Un “unicum” nel panorama artistico veneziano che dal 1981 è stato acquistato dallo Stato e che adesso viene restituito al pubblico dopo quasi trent’anni di restauri. A inaugurarlo, lo stesso ministro per i Beni e le Attività culturali Sandro Bondi, proprio per sottolineare la straordinarietà dell’evento. Perché Palazzo Grimani diventa adesso il quinto nucleo del Polo museale veneziano, a fianco delle Gallerie dell’Accademia, della Galleria Franchetti alla Ca’ D’Oro, del Museo d’Arte Orientale e del Museo Archeologico Nazionale.
I visitatori potranno entrare in questa dimora storica dove architettura, pittura e archeologia convivono in un edificio che è museo di sé stesso: tra pavimenti a pastellone veneziano illuminati dai cromatismi pompeiani, preziosi marmi policromi, volte magnificamente affrescate, una scala a chiocciola attribuita al Palladio e soprattutto una tribuna che accoglieva la collezione di antichità greche e romane dei fratelli Grimani.Ma la passione collezionistica della famiglia Grimani ci rende oggi anche capolavori di pittura di Tiziano, Veronese, Bassano e Tintoretto, oltre alle straordinarie “Visioni dell’Aldilà” di Hieronimus Bosch. Intervento modello nel campo del restauro, l’intervento su Palazzo Grimani è iniziato dalla messa in sicurezza dell’edificio e dalla salvaguardia dalle acque alte; poi i sistemi idrici e di illuminazione, antincendio e antintrusione e tutta l’impiantistica necessaria sono stati realizzati con i più sofisticati sistemi odierni, senza toccare le pareti decorate, risolvendo il tutto attraverso dei totem installati nelle varie stanze del palazzo. A rallentare in questi anni i lavori sono stati purtroppo i finanziamenti a goccia ma l’accelerazione finale è arrivata col finanziamento di oltre 5 milioni e mezzo di euro ottenuto nel 2000 dall’allora soprintendente Roberto Cecchi.
Venezia, Ruga GiuffaDa martedì 23 dicembre 2008 a martedì 6 gennaio 2009 apertura straordinaria per i veneziani, con visite gratuite previa prenotazione allo 041 – 5200345.Da mercoledì 7 gennaio 2009 il museo è aperto a tutti i visitatoriOrario: tutti i giorni, lunedì escluso, gruppi di 25 persone accompagnate da una guida con partenze fisse alle 9.30, 11.30, 13.30
Il 13 febbraio 1995 la stanza del piano mezzanino dove il celebre compositore è morto è stata affidata dal Comune all’Associazione Richard Wagner di Venezia, presieduta da Giuseppe Pugliese. Allestita a spazio museale, è aperta al pubblico a perenne memoria del musicista e del suo amore per la città lagunare. Dal 2003 anche le stanze adiacenti sono state adibite a museo, per ospitare la collezione di Josef Lienhart, ricevuta in donazione: rari documenti, manifesti, partiture, lettere autografe, quadri, dischi, litografie e vari cimeli. La più grande collezione privata dedicata al compositore tedesco, dopo quella di Bayreuth.
Un luogo appartato, lontano dalle interferenze del mondo. In fuga da affanni quotidiani e tempeste sentimentali, alla ricerca di uno spazio fuori dal tempo in cui far tornare alla luce un’ispirazione senza nome. Spinto da un impulso alla quiete, Richard Wagner individua in Venezia la sua oasi: “Mi è diventato del tutto insopportabile il vivere in città grandi specie per il rumore delle carrozze che mi rende furioso. Ora è risaputo che Venezia è la città più tranquilla, vale a dire la meno rumorosa del mondo e questo mi fa decidere assolutamente per essa”, scrive in una lettera al suocero Franz Liszt prima di giungere per il primo dei sei soggiorni veneziani, nell’agosto del 1858. Di ritorno da Palermo, nell’aprile del 1882, dopo aver completato la partitura del Parsifal per la seconda edizione del Festival di Bayreuth prevista per l’estate del 1882, subaffitta dal conte Bardi, spesso fuori città, l’intero piano del mezzanino di Ca’ Vendramin Calergi, di cui prende possesso il 16 settembre, tornando per l’ultima volta nella città lagunare. Qui vi trascorre l’inverno con la famiglia, fino alla morte, avvenuta il 13 febbraio 1883. Oggi alcune stanze del suo appartamento sono adibite a sede museale.
Mostre, pubblicazioni, conferenze, tavole rotonde e concerti. L’Associazione Richard Wagner di Venezia cura l’organizzazione di attività mirate ad approfondire e diffondere la conoscenza e lo studio della vita e dell’opera musicale e letteraria di Richard Wagner attraverso il Centro Europeo di Studi e Ricerche Richard Wagner (C.E.S.R.R.W.), con sede nelle Sale.
Nascosta all’interno di una piccola corte, alla fine di una stretta calle, laterale al Campo Manin, emerge singolare in tutta la sua straordinaria eleganza la Scala Contarini del Bovolo. È uno dei più singolari esempi dell’architettura veneziana di transizione dallo stile gotico, ben radicato nella cultura locale, a quello rinascimentale. Alla fine del ‘400 Pietro Contarini fece aggiungere al suo palazzo tardo gotico di S. Paternian un nuovo corpo di fabbrica, probabilmente opera di Giovanni Candi, allo scopo di qualificare visivamente la facciata interna del palazzo prospicente un piccolo cortile, un tempo protetto da una cinta muraria.
Una serie di logge sovrapposte congiunge i vari piani alla aerea scala che si snoda a chiocciola - in dialetto veneziano “bovolo” - all’interno di una torre cilindrica traforata da archeggiature ascendenti. Il linguaggio adottato si ispira al Rinascimento, ma si inserisce in una struttura che nella forma ricorda i modelli delle torri scalari bizantine, mentre nello spirito è ancora gotica per l’indifferenza verso la modularità e la simmetria classiche e per il ricordo delle facciate colonnari aperte dei palazzi di fine Quattrocento.
La salita della Scala si conclude con un belvedere a cupola dal quale si può ammirare uno splendido ed inconsueto panorama: i tetti, i campanili, le cupole di San Marco, con una visuale sull’intera città.
Prevista per il 06 Giugno 2009 l’ inaugurazione del nuovo centro di arte contemporanea di Punta della Dogana a Venezia. Il nuovo museo, complesso storico del XVII, apre dopo un lungo restauro affidato da Francois Pinault all’ architetto giapponese Tadao Ando. La prima esposizione sarà curata da Alison Gingeras e Francesco Bonami e coinvolgerà sia Punta della Dogana che Palazzo Grassi.Il nuovo centro si troverà vicino alla chiesa della Salute a circa 5 min.
La Punta della Dogana o Punta della Salute o Punta da Màr è una zona di Venezia, sottile punta triangolare di divisione tra il Canal Grande e il Canale della Giudecca, prospiciente il Bacino San Marco.
Punto panoramico per eccellenza, è caratterizzato da un basso edificio seicentesco, opera del Benoni, costituito da 8 campate e coronato da una torre sovrastata dalla Palla d’Oro, sfera in bronzo dorato sostenuta da due atlanti, a raffigurare il mondo e sovrastata dalla statua della Fortuna, rotante ad indicare la direzione del vento.
L’edificio ospitava la Dogana da Màr della Repubblica di Venezia.
Alle sue spalle si erge invece l’imponente mole della basilica di Santa Maria della Salute, opera del Longhena.
Attualmente sono in corso importanti lavori di restauro per la realizzazione di un centro d’arte contemporanea, da realizzarsi entro il 2009, ideato dall’architetto minimalista giapponese Tadao Ando Architect & Associates su commissione del magnate della moda francese François Pinault, proprietario del centro espositivo del vicino Palazzo Grassi. La “firma” del celebre architetto giapponese sarà rappresentata da alcune pareti in calcestruzzo a vista, tipiche della sua opera, che serviranno in parte per mascherare le apparecchiature tecnologiche necessarie ad un moderno centro espositivo, ed in parte per realizzare, proprio al centro dell’edificio, in grande locale quadrato di fortissimo impatto. I lavori sono eseguiti, come general contractor, dalla ditta Dottor Group
Sarà aperta al pubblico da domenica 7 giugno adomenica 22 novembre 2009, ai Giardini (50mila mq.), all’Arsenale (38mila mq.) e in vari luoghi di Venezia, la 53. Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo Fare Mondi // Making Worlds // Bantin Duniyan// Weltenmachen // Construire des Mondes // Fazer Mundos…,diretta da Daniel Birnbaum e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta. La vernice avrà luogo nei giorni 4, 5 e 6 giugno 2009.
Il Direttore della 53. Esposizione, Daniel Birnbaum,è dal 2001 Rettore della Staedelschule di Francoforte sul Meno (Germania) e del suo spazio espositivo Portikus, accademia che concilia l’insegnamento dell’arte contemporanea con la sperimentazione e la ricerca creativa.
Fare Mondi // Making Worlds collega in un’unica mostra le sedi espositive del rinnovato Palazzo delle Esposizioni della Biennale (Giardini) e dell’Arsenale, e riunisce – inclusi i collettivi – più di 90 artisti da tutto il mondo, con nuove opere di tutti i linguaggi.
“Il titolo stesso della 53. Esposizione Fare Mondi // Making Worlds – ha dichiarato il Direttore Daniel Birnbaum – esprime il mio desiderio di sottolineare il processo creativo. Un’opera d’arte è una visione del mondo e, se presa seriamente, può essere vista come un modo di ‘fare mondi’. Prendendo il ‘fare mondi’ come punto di partenza, esso ci permette anche di evidenziare la fondamentale importanza di alcuni artisti chiave per la creatività delle generazioni successive. In mostra saranno presenti tutte le forme artistiche: installazioni, video e film, scultura, performance, pittura e disegno, e anche una parata. La mostra creerà nuovi spazi per l’arte, che si dispiegheranno oltre le aspettative delle istituzioni e del mercato. L’enfasi posta sul processo creativo e sulle cose nel loro farsi, non escluderà un’esplorazione della ricchezza visiva. La pittura nel suo senso più ampio e il ruolo dell’immaginario astratto saranno indagati da artisti di differenti generazioni, inclusi quelli che non si definiscono innanzitutto pittori. Fare Mondi // Making Worldsè una mostra guidata dall’aspirazione a esplorare i mondi intorno e davanti a noi.Riguarda possibili nuovi inizi: questo è ciò che vorrei condividere con i visitatori della Biennale”.
Per la direzione della mostra Daniel Birnbaum si avvale dell’assistenza di Jochen Volz (organizzatore artistico). Un ulteriore supporto deriva da un team internazionale di corrispondenti che si compone di: Savita Apte, Tom Eccles, Hu Fang, Maria Finders.
La Biennale annuncia –in occasione della 53. Esposizione – importanti miglioramenti strutturali che riguardano i suoi siti all’Arsenale, ai Giardini, a Venezia.
All’Arsenale, il Padiglione italiano ha assunto la denominazione di Padiglione Italia, ed è stato ingrandito affacciandosi ora al Giardino delle Vergini, dove un nuovo ingresso al pubblico – attraverso un ponte - collegherà il Giardino stesso al Sestiere di Castello. Questo rinnovato complesso espositivo è destinato alla Partecipazione italiana curata da Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice, e organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali con la PARC - Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l’architettura e l’arte contemporanee.
Ai Giardini, lo storico Padiglione Italia ha assunto la denominazione di Palazzo delle Esposizioni della Biennale. E’ stata così sottolineata la sua riqualificazione e la sua nuova natura multiforme, che vedrà operare questa struttura tutto l’anno al servizio delle grandi mostre ma anche del pubblico.
Al Palazzo delle Esposizioni, in una nuova ala ristrutturata sarà infatti riaperta al pubblico dopo 10 anni la biblioteca dell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC), con l’archivio documentale, libri, cataloghi, periodici consultabili in sale di lettura per i ricercatori e per i visitatori delle mostre. Questa struttura polifunzionale e versatile, sarà così destinata a essere fulcro di attività permanenti e punto di riferimento per gli altri Padiglioni ai Giardini, anche con aree destinate a bookshop e all’attività Educational.
A Venezia, infine, aprirà completamente rinnovata a giugno (in concomitanza con la 53. Esposizione) la sede storica della Biennale, Ca’ Giustinian (a San Marco), che sarà una “casa aperta” alla cittadinanza.
La cerimonia di inaugurazione e di premiazione della 53. Esposizione avrà luogo sabato 6 giugno ai Giardini, con la consegna dei premi ufficiali assegnati dalla giuria internazionale. Saranno inoltre consegnati due Leoni d’oro alla carriera agli artisti Yoko Ono e John Baldessari.
La Giuria internazionale, presieduta da Angela Vettese (Italia), è composta inoltre da Jack Bankowsky (USA), Homi K. Bhabha (India), Sarat Maharaj (Sudafrica) e Julia Voss (Germania), e assegnerà i seguenti premi: Leone d’Oro per la migliore Partecipazione nazionale della 53. Esposizione, Leone d’Oro per il miglior artista della mostra Fare Mondi // Making Worlds, Leone d’Argento per il più promettente giovane artista della mostra Fare Mondi // Making Worlds.
La 53. Esposizione presenterà come di consueto, negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia, 77Partecipazioni nazionali con proprie mostre, numero record per la Biennale Arte.
La 53. Esposizione include inoltre un numero record di 38 Eventi collaterali, proposti da enti e istituzioni internazionali, che allestiranno le loro mostre e le loro iniziative a Venezia in concomitanza con la Biennale.
Nella rinnovata sede della Biennale di Venezia, Ca’ Giustinian, avrà luogo da giugno a novembre la mostraMacchina di visione: futuristi in Biennale sulla storia della partecipazione di artisti, idee e opere futuriste alla Biennale, curata dallo IUAV, Laboratorio Internazionale di Semiotica di Venezia, frutto di una ricerca svolta presso l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC).
Alla consueta gara podistica non competitiva, giunta ormai alla 31. edizione, partecipano oltre ai numerosi veneziani, anche nutriti gruppi provenienti da luoghi diversi: giovani e meno giovani, famiglie, scolaresche.
Tre i percorsi che si snodano lungo calli, fondamente e campi della città, attraversando quasi tutti i sestieri fino al traguardo di Piazza San Marco:
- percorso di km. 10,2 con 38 ponti, con partenza e arrivo in Piazza San Marco.
- percorso breve di Km. 5,8 con 29 ponti, con partenza e arrivo in Piazza San Marco
- percorso ridotto di km. 4,3 con 13 ponti, riservato alle scuole materne ed elementari, con partenza dalla Stazione ferroviaria Santa Lucia e arrivo in Piazza San Marco.
Iscrizioni individuali
Tutti possono iscriversi presso i punti vendita indicati nel file scaricabile a fondo pagina.
La chiusura delle iscrizioni avverrà per esaurimento dei cartellini disponibili.
La mattina del 19 aprile in Piazza San Marco e stazione FF S. Lucia, sarà ancora possibile iscriversi individualmente, salvo esaurimento dei cartellini.
Quota iscrizione
È possibile scegliere due tipi di cartellino:
a) cartellino per la sola iscrizione alla marcia: 4 euro
b) cartellino comprendente iscrizione alla marcia e biglietto per il vaporetto A/R a tariffa agevolata: 6 euro
Eventuale utile sarà devoluto in opere di beneficenza.
Iscrizione dei gruppi presso i punti vendita:
- entro giovedì 9 aprile per i gruppi oltre i 50 iscritti.
- entro mercoledì 15 aprile per i gruppi da 20 a 50 iscritti.
Programma della giornata
Ore 8 S. Messa in Basilica di San Marco (animata dal Coro Improvvisando di Conegliano)
Ore 9.30 Raduno in Piazza San Marco dei gruppi folk. Alzabandiera alla presenza delle autorità.
Ore 10 Accensione del tripode
Ore 10 Partenza da Piazza San Marco (angolo Palazzo Ducale)
Ore 10 Partenza riservata esclusivamente alle scuole materne ed elementari dalla Stazione Ferroviaria Santa Lucia.
Ore 12.30 Sfilata dei gruppi folk. Premiazioni speciali dei gruppi
Ore 14 Chiusura della manifestazione La manifestazione si svolgerà con qualsiasi tempo. Per informazioni:
Segreteria Generale: T.G.S. Eurogroup - “Su e Zo per i Ponti” - via Marconi 22 - 31021 Mogliano Veneto (TV)
tel. e fax 041.5904717 - fax 041.5903042